Convivenza: ecco cosa dice la legge

All’improvviso in casa non siete più soli: cosa fare se il locatore vieta il trasloco del nuovo partner o vuole stilare un nuovo contratto?

Ci si conosce, ci si innamora e a un certo punto si sente il desiderio di costruire insieme il proprio nido. Senza dubbio una bella sensazione, se non fosse per il locatore che prova a mettere il bastone tra le ruote. Senza troppi giri di parole, fa presente che, secondo il contratto di locazione, l’appartamento è destinato a una sola persona. Cosa fare?

La convivenza non può essere vietata in virtù del contratto di locazione

Il numero di persone indicato nel contratto di affitto ha un valore puramente indicativo e non vincolante. Fatta eccezione per i casi di sovraffollamento, il locatore non ha dunque alcun diritto di impedire il trasloco del partner nella vostra casa.

La situazione cambia se decidete di ospitare un subinquilino. In tal caso dovreste infatti chiedere l’autorizzazione del locatore. Il partner di una coppia non viene però considerato un subinquilino, anche nel caso in cui paghi una parte dell’affitto.

Come per tutte le regole, anche per questa esistono le dovute eccezioni. Se uno dei componenti della coppia non viene da un paese dell'area UE/EFTA, l’Ufficio della migrazione può decidere se concedere il permesso di soggiorno in base alla disponibilità di un appartamento «adeguato». In determinate circostanze è inoltre possibile che venga richiesta l’autorizzazione del locatore.

Un nuovo contratto richiede l’accordo di tutte le parti

Se il vostro partner si trasferisce da voi, il locatore non può pretendere che si rediga un nuovo contratto di locazione, né tantomeno avete il diritto di richiederne uno voi. La stipulazione di un contratto di locazione comune richiede l’approvazione di tutte e tre le parti interessate.

Nel caso in cui si conservi il vecchio contratto, soltanto il locatario registrato può far valere i propri diritti (a meno che non ci sia una delega). Se però siete sposati o avete registrato la vostra unione, anche il partner non indicato nel contratto gode di determinati diritti detenuti dal locatario.

Esempio: in caso di disdetta, anche il partner non registrato può contestarla e richiedere il prolungamento del rapporto di locazione. La disdetta vale soltanto se entrambi i partner ne ricevono separatamente un esemplare per posta. In tal caso il locatore deve utilizzare uno speciale modulo approvato dall’autorità competente.

Contratto di locazione comune: sì o no?

Stipulare un contratto comune ha sicuramente un forte valore simbolico. Se però ci si separa, un contratto di questo tipo può rivelarsi un ostacolo, poiché la sua eventuale disdetta non potrà poi che essere richiesta insieme. Un partner non può cioè rescindere il contratto senza il consenso dell’altro.

Bisogna fare attenzione anche nei casi in cui è il locatore a insistere perché si stipuli un nuovo contratto comune. Se accade, fate in modo di ottenere nuove condizioni più convenienti.

Esempio: il vecchio contratto di locazione è stato stipulato nel 2013 con un tasso ipotecario di riferimento del 2,25 percento. Se ora (marzo 2017), con un tasso di riferimento dell’1,75 percento, sostituite il vecchio contratto con uno nuovo senza adeguarne la pigione, vi ritroverete praticamente a pagare un canone più alto di oltre il 10 percento.

Consiglio: dichiarate il vostro partner come co-locatario in una clausola aggiuntiva al contratto esistente invece di stipularne insieme uno nuovo.

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