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Conseils: Conseils locataires

 
 

Quanta luce è consentita?
In Svizzera sussiste il diritto all'assenza di luce, sebbene non si tratti di un diritto assoluto. In caso di bisogno si può far valere questo diritto con una denuncia o una querela civile.
14.03.2011 Alex Hämmerli

Nei rapporti di vicinato la luce è un’emissione come ogni altra. Concretamente significa che le fonti di luce soggiacciono alle stesse direttive come le emissioni di fumo, il rumore, i cattivi odori, ecc.

Il principio (art. 684 CC) è semplice: ognuno è obbligato ad avere riguardo per il vicino. Chi si sente infastidito dalla presenza di una luce artificiale proiettata direttamente in direzione della propria camera da letto, ha il diritto di far opposizione.

Qual è il limite di tolleranza?
L’accettabilità di ogni singolo caso dipende soprattutto dal luogo. Dove convivono più persone è impossibile vietare l’accendersi delle luci. Ma qual è il limite di tolleranza?

Mentre gli uni sono infastiditi dalla presenza di un'illuminazione discreta collocata sulla veranda, altri sono in grado di dormire anche di giorno. Una regolamentazione chiara in tal senso non esiste. Determinante è la soglia di tolleranza della persona «media», non del brontolone.

Sicurezza al primo posto
Le illuminazioni di sicurezza sono in ogni caso tollerate. Per fare un esempio, quelle situate nei garage sotterranei o nelle trombe delle scale oppure le illuminazioni antifurto. Tuttavia, anche in questi casi vale la regola del buon senso.

In una pubblicazione scaricabile da Internet, l'Ufficio federale dell'ambiente fornisce raccomandazioni su come ridurre le emissioni luminose inutili. In primo luogo si consiglia l’impiego di lampade a illuminazione più debole, protezioni antiabbagliante e interruttori a tempo oppure sensori di movimento.

Di norma, le illuminazioni dell’avvento e natalizie costituiscono un'eccezione nei rapporti di vicinato. Questo tipo di decorazione non diffonde una luce particolarmente forte e quindi non pregiudica nemmeno la sicurezza del traffico. Nel 2006 il Tribunale federale ha decretato una sentenza a tal proposito.

Come difendersi
Se vi sentite penalizzati, non dovete rimanere inerti.

Come prima cosa occorre discuterne direttamente con il vicino. Se questo non bastasse, è sufficiente in genere denunciare alla polizia il disturbo alla quiete pubblica.

In casi particolarmente controversi, la decisione spetta al Tribunale civile o all’amministrazione.

Davanti al Tribunale civile potete andare solo se il vostro vicino è alle prese con preparativi importanti, per esempio, se in procinto di montare sulla propria casa un impianto d’illuminazione artificiale degno di uno stadio.


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